MAZARA M5S: “FISH WAR”, tavolo tecnico a Bruxelles sulla pesca nel Mediterraneo.

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Gli attivisti del Movimento 5 stelle di Mazara a febbraio di quest’anno organizzarono un incontro (“RipeschiAmo”) fra gli operatori e i vari rappresentanti della pesca e i parlamentari regionali, nazionali ed europei del M5S.

La volontà espressa era e rimane quella di far pervenire dalla base le istanze e le proposte utili, ma, soprattutto, di creare le condizioni affinché il dialogo e il confronto possano tracciare il percorso per superare le criticità del comparto.

Ieri pomeriggio a Bruxelles si è svolto un incontro promosso dal Movimento 5 stelle, e dal portavoce Marco Affronte, componente in Commissione Pesca al Parlamento Europeo.

Presenti Hubert Gambs, Capo Unità della Direzione Generale Mare per il Mediterraneo, Abdellah SROUR, Presidente della GFCM (Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo), Fouad Mestiri, Direttore Generale del Ministero della Pesca della Tunisia, Fadi Noah, delle Autorità Libiche con delega alla pesca, Giovanni Tumbiolo, Presidente del Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo e Nouradine Ben Ayed, Presidente dell’UTAP (Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca).

Al centro del dibattito le istanze dei pescatori, la convivenza e i rapporti fra i popoli, la sinergia, il rispetto del mare e la sostenibilità della pesca, le quote, i confini.

La road map è tracciata. Dopo 50 anni di morti, prigionieri, sequestri e danni economici nel comparto della pesca c’è una concreta speranza di pace nel Mar Mediterraneo. La mancanza di regole di navigazione nelle acque territoriali di confine e la corsa all’accaparramento delle poche risorse ittiche ha trasformato il Mediterraneo in un teatro di “guerra”.

La Libia dista appena 205 km dall’Italia. Quel fazzoletto di mare, tragicamente noto per le migliaia di profughi che ci trovano la morte, è anche un campo di battaglia per i pescatori siciliani che devono sottostare a rigidissimi protocolli europei, mentre i loro colleghi libici, tunisini, marocchini ed egiziani non rispettano nessuna regola di pesca.

I numeri della guerra del pesce sono drammatici: tre vittime (due siciliani è un tunisino) uccise negli interventi contro la marineria mazarese, oltre 150 marinai detenuti negli ultimi anni nelle carceri del Nord Africa, 132 imbarcazioni sequestrate, 5 confiscate, multe e sanzioni per 30 milioni di euro, un danno economico che supera i 60 milioni di euro, una filiera, che va dall’industria conserviera, a quella della trasformazione, alla cantieristica, che ha perso negli ultimi 10 anni oltre 5mila posti di lavoro.

Grazie al portavoce Marco Affronte, biologo marino e membro della Commissione Pesca del Parlamento europeo, il Movimento 5 Stelle Europa è riuscito a dimostrare che, se si vuole, è possibile fa scoppiare la pace. I protagonisti di questo braccio di ferro permanente – la Libia, la Tunisia e la Commissione europea – si sono seduti attorno allo stesso tavolo, hanno dialogato e hanno deciso di convocare un tavolo tecnico per superare l’impasse: l’obiettivo è quello di decidere insieme regole comuni di pesca e far poi applicare questi criteri.

L’Europa ha una politica di vicinato fallimentare. Lo dimostra in Ucraina e lo ha dimostrato nei confronti dei Paesi rivieraschi del Mar Mediterraneo. Basta impegnarsi, cooperare, superare egoismi e far prevalere il buon senso. Questa è una lezione di civiltà per tutti.


Mazara del Vallo 23 Giugno 2015

Gli attivisti del MoVimento 5 stelle Meetup di Mazara del Vallo

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