M5S MAZARA: INTERROGAZIONE SULLA REVOCA AUTORIZZAZIONE DEL DEPURATORE

DEPURATORE MAZARA 2

 

Ill. Sindaco Città di Mazara del Vallo
Ill. Presidente del Consiglio Città di Mazara del Vallo

INTERROGAZIONE risposta scritta urgente

Riguardante la revoca dell’autorizzazione allo scarico in mare e chiarimenti sullo stato dell’arte del depuratore

Con la presente interrogazione,

il sottoscritto Nicolò La Grutta, Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle,

in virtù dell’art. 25 del vigente “Regolamento sui lavori del Consiglio comunale”,

PREMESSO che

– che è inderogabile e urgente provvedere a far funzionare il depuratore sito in Co/da Bocca Arena;

CONSIDERATO che

– in data 11/09/2014 con D.D.G. n. 1379 il Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti ha concesso, ai sensi e per gli effetti dell’art. 40 della Legge Regionale 15 maggio 1986, n. 27 e dell’art. n. 124 del Decreto legislativo del 3 aprile 2006 n. 152 e loro ss.mm.ii. al comune di Mazara del Vallo, l’autorizzazione allo scarico a mare delle acque reflue urbane depurate in uscita dall’impianto di depurazione ubicato in contrada Bocca Arena al servizio del comune di Mazara del Vallo;
– entro e non oltre 180 giorni dall’emissione dello stesso provvedimento si doveva ottemperare alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione allo scarico, pena revoca dell’autorizzazione stessa;

CONSIDERATO che

– a seguito dei disagi patiti dai cittadini residenti nelle zone limitrofe all’impianto di depurazione è stata convocata una seduta aperta di Consiglio comunale da cui è scaturita una Mozione che impegnava l’Amministrazione a:

1. Completare l’impianto di depurazione in C/da Bocca Arena dotandolo di vasca di ossidazione primaria;
2. Ottimizzare il processo di disinfezione del refluo al fine di garantire il rispetto del valore limite dei parametri di “escherichia coli”, ovvero adottando sistemi di disinfezione che consentano la riduzione della carica batterica con un uso limitato di sostanza disinfettante;
3. Dotare il depuratore di sensori che permettano la rilevazione della presenza di sostanze nocive e/o tossiche ai fini del monitoraggio della qualità nell’aria;
4. Dotare l’impianto di misuratore di portata in uscita e dei campionatori in continuo delle acque reflue sia in entrata che in uscita entro 180 giorni come previsto dalla citata autorizzazione D.D.G. n. 1379 dell’11.09.2014;
5. Effettuare periodicamente tutte le analisi del refluo in entrata ed in uscita prescritte e in particolare quelle relative ai metalli pesanti;
6. Pubblicare sul sito del Comune tutti i dati relativi al funzionamento del depuratore (compresi i dati della portata in entrata e in uscita), e tutte le analisi prescritte dalla normativa, affinché il monitoraggio sia disponibile anche a tutti i cittadini in ogni momento;
7. mettere in atto una defiscalizzazione delle imposte, dal periodo di “attivazione” del depuratore (sino a fine anno) per i residenti della contrada di Bocca Arena e dintorni, i quali hanno dovuto sopportare i miasmi olfattivi maleodoranti;
8. provvedere al recepimento di nuova e corretta autorizzazione che consenta di scaricare le acque reflue del depuratore di c/da Bocca Arena nel Mar Mediterraneo;
9. valutare la possibilità di allocare un altro impianto di depurazione da costruire ex novo, dotato di tecnologia di ultima generazione, in altro sito idoneo;

CONSIDERATO che
– nonostante l’atto d’indirizzo votato all’unanimità da tutto il Consiglio comunale, da quanto si evince dal D.D.G. 428 del 13 Aprile 2015 viene revocata l’autorizzazione allo scarico delle acque reflue poiché, a seguito sopralluogo dei tecnici dell’Arpa effettuato in data 07.10.2014 si è constatato che le prescrizioni contenute nel decreto di autorizzazione non erano state rispettate;
RILEVATO che
Nel D.D.G. n. 428 del 13 Aprile 2015 si descrive che durante il sopralluogo venivano riscontrate le seguenti criticità:
– “l’impianto di depurazione presentava un misuratore di portata in ingresso ma non in uscita e la filtrazione non era in funzione;
– si è costatato la presenza di odori molesti provenienti dall’imboccatura del digestore fanghi. Si precisa che tale digestore è costituito da un silos in cemento armato progettato ai tempi come silos per la produzione anaerobica di gas, tale silos è stato modificato togliendo parte della copertura superiore e immettendo aria al suo interno trasformando il sistema da anaerobico ad aerobico, tale sistema creando un effetto camino, ha innescato il processo di produzione di sostanze odorigene verso l’esterno, che è verosimilmente la causa dei disagi creati alla popolazione residente;
– L’impianto di depurazione non ha un processo ossidativo primario pur avendo una vasca adibita a tale processo, attualmente non attiva in quanto non dotata di soffianti, la stessa vasca è bypassata e fa parte dell’ampliamento 2° stralcio. La mancanza di tale processo ossidativo rende l’impianto di depurazione carente nei successivi processi depurativi, in particolare la non ossidazione primaria rende instabili i fanghi con notevole difficoltà a farli decantare. Tale mancanza di decantazione è evidente nei due decantatori dei fanghi, dove non si riesce a fare precipitare gli stessi. Al fine di ottenere migliori risultati depurativi la ditta conduttrice toglie i fanghi in continuo inviandoli all’ispessitore, qui si nota che, a causa della mancata ossidazione di cui sopra con il successivo mancato ispessimento, i fanghi non riescono a precipitare e in parte trasbordano dallo stesso ispessitore e ripompati in testa all’impianto, questo crea un’ulteriore criticità al processo depurativo, la parte inferiore dei fanghi presenti nell’ispessitore vengono pompati al digestore e ossidati come specificato sopra. La ditta dal controllo del 15.07.2014 ha iniziato a trattare i fanghi provenienti dal digestore con filtro pressa per un totale di 11.820 kg trascritti nel registro carico e scarico….”.
Infine è stato fatto presente che, rispetto a quanto prescritto nel D.D.G. n. 1379 del 11.09.2014, il sopralluogo ha evidenziato le seguenti difformità:
• Mancata disinfezione, art. 2 comma 2 del DDG n. 1379 del 11.09.2014;
• Mancanza di barriere vegetali tutto intorno all’impianto con alberi a fusto alto art. 2 punto 13 del DDG n. 1379 del 11.09.2014;
presenza di uno scarico sul fiume Arena con sistema di clorazione e presenza di vasche di contatto per l’ossidazione, tale scarico è adibito in caso di emergenza per malfunzionamenti o interruzioni di corrente elettrica. Il provvedimento autorizzativo del DDG n. 1379 del 11.09.2014 non contempla tale scarico.”

TUTTO CIO’ PREMESSO E CONSIDERATO,

Interroga le SS.VV.
Per sapere

se è intendimento di codesta Amministrazione rendere note le motivazioni che non hanno dato seguito alla diffida da parte del Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti e che hanno portato alla revoca dell’autorizzazione allo scarico delle acque reflue provenienti dal depuratore sito in C/da Bocca Arena;

se è intendimento di codesta Amministrazione, qualora le ragioni che hanno portato alla revoca dell’autorizzazione allo scarico di cui sopra si dimostrassero fondate, di prende atto del proprio fallimento politico-amministrativo, causato dalla fretta di avere inaugurato e messo in funzione anzitempo un impianto incompleto.

Probabilmente posticipare l’inaugurazione dello stesso al termine del suo completamento si sarebbe dimostrata la scelta più oculata.

 

GLI ATTIVISTI DEL M5S  MEETUP DI MAZARA DEL VALLO

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