ARS: SERGIO TANCREDI, Chiesti chiarimenti in merito alle condizioni in cui versano i mosaici sulla pavimentazione romana sotto la Chiesa di San Nicolò Regale a Mazara del Vallo.

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XVI LEGISLATURA ARS

 

INTERROGAZIONE

(RISPOSTA SCRITTA URGENTE)

 

–  Chiarimenti in merito alle condizioni in cui versano i mosaici sulla pavimentazione romana sotto la Chiesa di San Nicolò Regale a Mazara del Vallo.

DESTINATARI

AlPresidentedella Regione; all’Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana;

PREMESSO CHE:

L’avvenuta scoperta negli anni 30 della suddetta pavimentazione sotto la Chiesa di San Nicolò Regale, ricca di mosaici romani di tarda età imperiale (tra il III e V sec. d.C.), ha arricchito ulteriormente il bagaglio dei beni culturali siti a Mazara del Vallo, e che purtroppo, nonostante le varie segnalazioni continuano comunque a essere lasciati nell’incuria più totale,

CONSIDERATO:

che il Codice dei beni culturali e del paesaggio, così come previsto ai sensi dell’art 1 della legge 6 Luglio 2002 n.137,  prevede all’art 1.1 «In attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all’articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice», al comma 2 «La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura», al comma 3 «Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici legalmente riconosciuti, e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione», al comma 4 «gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale», e al 5 comma «i privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione», inoltre secondo l’art. 2 comma 2 è previsto che «sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà», mentre il 4 comma prevede che «i beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela», a norma dell’art. 3 è previsto al 1 comma che «la tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione», al 2 comma che «l’esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale», a norma dell’art.6 si prevede al comma 1 «La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio, la valorizzazione comprende anche la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati», al comma 2 del medesimo articolo è previsto che «la valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze», al comma 3, «la Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale», l’art.7 prevede al 2 comma che «il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali perseguono il coordinamento, l’armonizzazione e l’integrazione delle attività di valorizzazione dei beni pubblici»,

VISTO:

il contenuto dell’art. 10 comma 1 «sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico», e come meglio specificato dalla disciplina del comma 1 dell’art. 11 lett. a) «gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli ed altri elementi decorativi di edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui all’articolo 50, comma 1;», che individua le cose oggetto di specifiche disposizioni di tutela, la disciplina dell’art. 18 invece si preoccupa della vigilanza stabilendo che «1 comma. La vigilanza sui beni culturali sulle cose di cui all’articolo 12, comma 1, nonché sulle aree interessate da prescrizioni di tutela indiretta, ai sensi dell’articolo 45 compete al Ministero.

2 comma. Sulle cose di cui all’articolo 12, comma 1, che appartengano alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali il Ministero provvede alla vigilanza anche mediante forme di intesa e di coordinamento con le regioni medesime.», l’art. 19 invece disciplina i poteri di ispezione prevedendo che «comma 1. I soprintendenti possono procedere in ogni tempo, con preavviso non inferiore a cinque giorni, fatti salvi i casi di estrema urgenza, ad ispezioni volte ad accertare l’esistenza e lo stato di conservazione o di custodia dei beni culturali. Al comma 2 prevede. Con le modalità di cui al comma 1 i soprintendenti possono altresì accertare l’ottemperanza alle prescrizioni di tutela indiretta date ai sensi dell’articolo 45»,

inoltre le situazioni d’emergenza sono previste dall’art. 27 che prevede «Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione.», per quanto riguarda la conservazione è disciplinato dall’art.29 che all’art. 1.1 prevede che «La conservazione del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.»,

PER CONOSCERE:

se non ritengano opportuno adoperarsi in modo da salvare uno dei patrimoni tramandatici della storia della nostra terra, e che rischiano la distruzione a causa dell’incuranza dell’uomo. La Sicilia è una delle Regioni più belle e ricche al mondo per quanto riguarda l’immenso e variegano patrimonio storico-artistico, ragione per cui non comprendiamo la volontà da parte dell’Amministrazione locale, nonostante le numerose segnalazioni ricevute in merito, di abbandonare al loro destino reperti che in qualsiasi altra parte del mondo verrebbero protetti e recuperati. Per una terra come la nostra che ha tutte le potenzialità per vivere di turismo, assistere a questo scempio non può che scatenare l’indignazione delle persone. Fino a quando non saremo in grado di proteggere le memorie e le ricchezze che ci offre la nostra terra, volere avere una vocazione turistica, appare solo come uno slogan che si scontra con la realtà dei fatti.

(GLI INTERROGANTI CHIEDONO RISPOSTA SCRITTA URGENTE)

(13Giugno 2014)

FIMATARI:

TANCREDI SERGIO (M5S)

CAPPELLO FRANCESCO

CANCELLERI GIOVANNI CARLO

PALMERI VALENTINA

ZAFARANA VALENTINA

CIACCIO GIORGIO

MANGIACAVALLO MATTEO

FERRERI VANESSA

SALVATORE SIRAGUSA

FOTI ANGELA

TRIZZINO GIAMPIERO

CIANCIO GIANNINA

ZITO STEFANO

LA ROCCA CLAUDIA

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